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Fortunato Amabili: una vita donata agli ultimi tra volontariato, fede e spirito cavalleresco

In ricordo di Fortunato Amabili (1938/Ott. 2026):

Ci sono esistenze che non fanno rumore nelle grandi cronache nazionali, ma che lasciano un’impronta indelebile nella trama di una comunità e nel cuore di chiunque le abbia incrociate. La storia di Fortunato Amabili, storico punto di riferimento del volontariato a Cupra Marittima e nel Piceno, è una di queste storie straordinarie nella loro profonda e quotidiana semplicità.

In una fase della vita in cui molti scelgono il meritato riposo, Fortunato ha scelto di mettere la propria matura età interamente al servizio del prossimo, della preghiera e dei valori più alti della solidarietà cristiana.

 

Il “capannone della solidarietà” e l’impegno sul territorio

Per anni, il punto di raccolta e l’attività umanitaria da lui coordinati a Cupra Marittima sono stati un vero e proprio faro di speranza. Chiacchierare con lui o affiancarlo nella gestione e nella consegna degli indumenti e  dei beni di prima necessità significava assistere in diretta alla magia del dono: abiti, coperte, generi alimentari e materiale medico venivano raccolti, selezionati con cura e preparati per essere spediti a famiglie in difficoltà e missioni umanitarie.

Chi ha avuto il privilegio di aiutarlo in passato conserva il ricordo nitido di un uomo instancabile, capace di coniugare una dedizione straordinaria a un sorriso accogliente e fraterno per chiunque volesse dare una mano. Il suo impegno sociale si è esteso nel tempo anche ad altre realtà fondamentali del territorio, come l’Unitalsi (di cui è stato presidente negli anni ’90 per l’assistenza ai malati e ai pellegrini) e l’Avis.

Il cammino di fede e l’appartenenza alla Confraternita

La forza interiore di Fortunato affondava le radici in una fede profonda, vissuta non solo nella preghiera quotidiana ma testimoniata attivamente attraverso il suo ruolo di Balì della Commenda Marche Piceno all’interno della Venerabile Confraternita di Maria SS.ma del Buonconsiglio, della Buona Morte e Misericordia.

Come ricordato con commozione dal Gran Maestro e Priore della Confraternita Carlo Liviero Morini, nell’esprimere il cordoglio a nome di tutti i confratelli, nobili Cavalieri e Dame: “Fortunato ha servito e combattuto la giusta battaglia! […] Dio ricompensa quanti hanno vissuto servendolo e amandolo”.  Un riconoscimento suggellato anche dal titolo di Cavaliere di Milizia Cristiana e Giustizia, a testimonianza di una vita spesa come autentico “missionario della misericordia”.

La purezza del dono oltre la fragilità: un’eredità per la nostra comunità

Come Associazione Sviluppo Europeo, riteniamo fondamentale custodire e divulgare le testimonianze di chi ha saputo costruire ponti di solidarietà dal basso, incarnando i valori della sussidarietà, della carità operosa e dell’amore per il prossimo.

La storia di Fortunato ci insegna anche che una generosità sconfinata e l’abitudine ad aprire sempre la porta a chiunque chieda aiuto portano con sé una profonda candidezza d’animo. Quando negli anni della matura età subentra la naturale fragilità del tempo, quell’apertura incondizionata verso il prossimo, che è stata la forza di un’intera esistenza, può talvolta esporre chi è buono e fiducioso alla vulnerabilità di un mondo non sempre pronto a comprendere o rispettare tanta purezza ed a volte approfittarne.

 

Ma la vera misura di un uomo risiede nella totalità della sua opera e nell’eredità di bene che si lascia alle spalle. Nulla di quanto ha donato va perduto, e nessuna difficoltà nell’ultima stagione della sua vita potrà scalfirne l’autenticità.

Il ricordo di Fortunato Amabili continua a vivere nel cuore di Cupra Marittima e di tutti coloro che lo hanno affiancato e conosciuto, indicando la strada di una solidarietà sincera e luminosa.

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